Oggi sembra incredibile, ma in Saturday Night Fever nessuno credeva: dal produttore Stigwood ai Bee Gees. Che non avevano affatto (come molti pensano) scritto ed arrangiato la famosissima colonna sonora per il film. Il quale, anzi, avrebbe dovuto essere un musical sui Beatles.
Budget ridotto per un colossal (ex post)
Così, controvoglia e con un budget ridotto, nacque una pietra miliare del cinema e della musica.
E’ storia
Il 16 dicembre 1977 a una settimana dalla colonna sonora, usciva nei cinema americani Saturday Night Fever, in Italia La febbre del sabato sera arrivò il 13 marzo 1978.
41 mln x 240 mln
Con 41 milioni di dischi venduti e quasi 240 milioni d’incasso nei botteghini di tutto il mondo, viene difficile credere che un simile trionfo nacque sotto cattivi auspici.
I Bee Gees
E’ noto come il trio australiano dei Bee Gees: Barry Gibb (1946), Robin Gibb (1949-2012) e Maurice Gibb (1949-2003), ebbe un ruolo fondamentale nel raggiungimento di un successo che nemmeno loro si aspettavano.
Robert Stigwood
Come dichiarò Maurice Gibb al Los Angeles Times, i tre Bee Gees furono coinvolti dal produttore Robert Stigwood (1934-2016) nel progetto Saturday Night Fever mentre si trovavano in Francia, senza conoscere la trama del film.
Già pronti
I brani inseriti nel doppio album dovevano, infatti, fare parte in realtà del loro nuovo disco.
La colonna sonora
Grazie ai nuovi Stayin’ Alive, How Deep is Your Love, Night Fever, More Than a Woman e If I Can’t Have You cantata anche da Yvonne Elliman (1951), inclusi nei 17 brani che componevano la colonna sonora assieme ad altri già editi, i Bee Gees si apprestarono a conquistare le classifiche mondiali.
Il titolo
Robert Stigwood avrebbe voluto intitolare il film Saturday Night, ma ai Bee Gees non piaceva. Preferivano Night Fever, come il brano incluso nella colonna sonora.
L’accordo mediano
Alla fine le due parti si accordarono per Saturday Night Fever.
Film/Musical
Dal 1975 Robert Stigwood aveva concentrato tutti i suoi sforzi su un film/musical con le canzoni dei Beatles cantate da numerosi artisti, fra cui gli stessi Bee Gees, del costo di 12 milioni di dollari.
Una miniera d’oro
Il produttore si trovò tra le mani il progetto Saturday Night Fever senza dargli troppa importanza, investendo un budget relativamente basso quasi 4 milioni di dollari. Non si rese subito conto d’aver scoperto una miniera d’oro.
Il flop
Mentre il film e relativa colonna sonora del musical Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, usciti nel 1978 si rivelarono un flop.
La copertina
La stessa copertina dell’album Saturday Night Fever fu realizzata alla bell’e meglio. I Bee Gees presenti con la splendida foto di Francesco Scavullo (1921-2004), in un primo momento neanche sapevano che vi sarebbero comparsi.
Il lavoro grafico
Il lavoro grafico, realizzato senza troppe pretese, cercava di mettere nelle giuste proporzioni la foto del trio australiano con quella del protagonista John Travolta (1954) nel ruolo di Tony Manero sulla pista da ballo.
Risultato grossolano
Il risultato fu piuttosto grossolano. Eppure anche la copertina del disco entrò nella storia.
Successo planetario
Nonostante lo scetticismo della produzione, Saturday Night Fever portò la disco music in tutto il mondo, segnando profondamente la seconda metà degli anni ’70. (E.M per 70-80.it)